GWM lancia un fondo europeo di private debt
di red 24 Settembre 2020GWM Group ha lanciato un nuovo fondo dedicato una strategia di investimento in debito nel settore immobiliare. Il “Commercial Real Estate Debt Opportunities” Fund – cosiddetto “CREDO” - di GWM Group va ad affiancare le altre strategie di investimento in real estate (Core/Core plus equity e Special Situation debt ed equity) già lanciate dal gestore negli scorsi anni con l’obiettivo di offrire ad investitori istituzionali un nuovo prodotto caratterizzato da ritorni stabili ed una esposizione difensiva al real estate nell’attuale congiuntura macroeconomica.
Il nuovo fondo di debito di GWM Group si inserisce in un contesto di mercato con una crescente esigenza di finanziatori alternativi rispetto ai tradizionali lender bancari che, già dagli anni della Global Financial Crisis, hanno progressivamente ridotto la copertura del mercato del debito real estate in Europa e che oggi, con le complessità della nuova crisi, restringono ulteriormente la quantità e qualità dell’offerta di credito sul settore immobiliare.
Il fondo CREDO si pone l’Europa come mercato di riferimento, con particolare attenzione tuttavia sui paesi con mercati caratterizzati da maggiori inefficienze e limitazioni nell’offerta di credito, come ad esempio l’Italia, dove GWM Group ritiene si possano creare ottime opportunità di relative value sugli investimenti sostenendo al contempo la creazione di valore nel settore immobiliare e la ripresa economica. Il nuovo fondo di GWM Group investirà prevalentemente in prestiti senior e wholeloans con la possibilità di erogare finanziamenti, anche di dimensione medio-piccola, sulle varie asset classes immobiliari con focus particolare su logistica, uffici e residenziale ma anche, selettivamente, su settori attualmente indeboliti come l’hospitality.
“Il Fondo CREDO ha l’obiettivo di investire in economia reale e di generare PIL – ha commentato Roberto Tamburrini, Country Manager Italia GWM Group – L'obiettivo è arrivare a una raccolta di 500 milioni di euro, una cifra che potrebbe poi crescere. Puntiamo ai settori residenziale, commerciale e, in maniera selettiva, a quelli attualmente indeboliti come l’hospitality”.

















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