L’edizione 2022 del Salone del Risparmio ha segnato il ritorno alla normalità. Corridoi
pieni di visitatori, conferenze molto seguite tra persone in presenza e in streaming,
dibattiti prolungati sui grandi temi degli investimenti.
Nonostante la congiuntura difficile e le pesanti correzioni che hanno interessato i listini
azionari nelle ultime settimane, il risparmio gestito continua a guardare con ottimismo al
futuro, complice l’elevata inflazione che erode il patrimonio delle famiglie italiane che
scelgono di lasciarlo fermo sul conto corrente. Il travaso di capitali verso gli
investimenti pare, dunque, destinato a proseguire. Anche se, in uno scenario complicato a
livello macroeconomico, sia l’azionario, sia l’obbligazionario presentano rischi elevati. Da
qui la focalizzazione di molti gestori sugli investimenti in economia reale, un tempo
appannaggio solo degli istituzionali, oggi anche disponibili per il retail, a patto di avere
un’ottica di rendimento di lungo termine e di essere disponibili ad accettare l’illiquidità
degli asset non quotati.
I dati sui private market a livello globale, presentati nel corso della manifestazione dal
managing director di Caia Association, Keith Black, parlano di un’asset class che entro il
2025 varrà tra il 18% e il 24% dell’universo investibile, contro il 13% censito nel 2018.
Un’opportunità indubbia, ma da maneggiare con cura.
Nella conferenza di apertura, il neo-presidente di Assogestioni, Carlo Trabattoni, ha
sottolineato che il mercato italiano del risparmio gestito “non è mai stato così forte, con
oltre 2500 miliardi di masse alla fine del 2021 e una spinta nella raccolta di 93 miliardi
lo scorso anno: un risultato straordinario”. Quindi ha ricordato che cinque anni prima il
livello delle masse era a meno di 2 mila miliardi. “Si tratta di una crescita importante e
non isolata poiché l’intero mercato europeo negli ultimi 10 anni ha registrato un
significativo sviluppo, grazie soprattutto alla consapevolezza del segmento retail”.
Bisogni del cliente, innovazione e private markets i driver principali del percorso che
secondo Trabattoni caratterizzerà l’industria del risparmio gestito. “Il mercato italiano
del risparmio gestito è tra i più evoluti in Europa, in grado di combinare una ampia varietà
di prodotti con l’eccellente qualità della consulenza finanziaria”, ha rivendicato.
“Tuttavia, non possiamo ignorare le statistiche di organismi internazionali che ancora
certificano la limitata preparazione degli italiani su temi finanziari”.
LA PAROLA AI PROTAGONISTI DEL SETTORE
Stefano Reali (Pharus): Il cleantech combina i due grandi motori del
cambiamento
Le tecnologie che accelerano la transizione energetica, spiega vice director e fund
manager, sono tra i settori più promettenti sul fronte degli investimenti. Una nicchia che
necessita tuttavia di conoscenze approfondite per evitare scelte d’impulso.
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Giancarlo Sandrin (Legal & general Investment Management): Cyber security in cima
alle preferenze
Il country head Italia della società parla della transizione digitale, accelerata dalla
pandemia, e dei criteri per individuare le aziende più interessanti - tra quelle quotate –
sul fronte della sicurezza informatica. In Italia e all’estero.
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Giovanni De Mare (AllianceBernstein): Le sfide del climate change
L’esperto segnala i cambiamenti in atto sul fronte degli investimenti alla luce dei
cambiamenti climatici e si sofferma sull’impatto dell’intelligenza artificiale. “Nel mercato
si aprono nuove opportunità”, spiega, “ma a patto di effettuare scelte consapevoli”.
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Roberto Grossi (Etica Sgr): La sostenibilità non è una moda passeggera
La società che da più di 20 anni si focalizza su soluzioni d’investimento Esg segnala i
temi caldi per gli investimenti con un’ottica di medio-lungo periodo. “Puntiamo su un rating
proprietario”, racconta, “integrandolo con analisi di terzi per avere esiti quanto più
possibile precisi”.
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Luca Trabattoni (Ubp): Le opportunità dei private markets
“Puntiamo sul real estate governativo che consente di beneficiare degli elevati rendimenti
tipici dei mercati privati, senza rinunciare all’affidabilità della controparte”, ricorda.
“In questo modo offriamo un’alternativa all’investitore obbligazionario che oggi non trova
più rendimento adeguato nei bond”.
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Paolo Paschetta (Pictet Am): La nuova frontiera del Metaverso
Non solo gaming. Il country head dell’asset management svizzero racconta come la nuova
dimensione stia scatenando una caccia agli investimenti da parte delle aziende di vari
settori. Un nuovo mondo nel quale si integrano e interagiscono reale e virtuale, creando
anche opportunità per i piccoli investitori”.
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Davide Renzulli (Columbia Threadneedle Investments): L’Asia resta
strategica
Nonostante le recenti correzioni dei listini dovute al lockdown, la società di gestione
ricorda che nel medio-lungo periodo l’area resta la più promettente a livello globale. Focus
sulle aziende più orientate alla crescita in chiave sostenibile.
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Loconsolo (Riello Investimenti Sgr): Focus sulle Pmi d’eccellenza italiane
“L’avvicinamento tra risparmio privato ed economia reale è un fatto molto positivo. Ci sono
le condizioni per creare un circolo virtuoso capace di sostenere la crescita italiana nel
tempo. I nostri investitori sono in primo luogo gli istituzionali, ma le novità normative
aprono le porte anche ai privati”.
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Andrea Cattaneo (Bnp Paribas Securities Services): Le tecnologie digitali
rivoluzionano il lavoro di banca depositaria
Per il manager, head of Italy, Switzerland & Iberia Andrea Cattaneo, la transizione
tecnologica in corso sta cambiando profondamente il settore sia dal lato degli investitori,
sia da quello dei processi interni alle aziende, creando così un nuovo scenario con il quale
confrontarsi.
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